DULZAGO

Antica DULCIAGHUM villaggio romano prima di Cristo.

CASTELLO FORTIFICATO nell'alto Medioevo, già nominato nell'anno 892

PIEVE CRISTIANA con Battistero, fondata per tradizione da San Giulio  - secolo V 

 MONASTERO DEI CANONICI REGOLARI DI SANT'AGOSTINO  - dal secolo XII

ABBAZIA COMMENDATARIA ECCLESIASTICA  dal secolo XVI  fino alla soppressione per la Rivoluzione Francese secolo XVIII smembrata in FATTORIE AGRICOLE  (un centinaio di abitanti)  con PARROCCHIA dedicata a San Giulio

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RESIDENZA ROMANA E PREROMANA : ne testimoniano cuspidi di lancia di ferro e vari fittili in zona e il SARCOFAGO ROMANO di Vervicia Quariula (visibile nel primo cortile venendo da Cavagliano) usato da abbeveratoio.

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CASTELLO MEDIOEVALE fortificato sul motto di Dulzago (a sinistra della strada per Cavagliano, prima del ponte sul torrente Gambarone): visibili ruderi delle mura e resti del fossato (da studiare). Faceva parte del Municipio Romano e poi comitato di Pombia, con proprietà del vescovo di Novara. Distrutto forse nel 1258 nello scontro bellico (la rotta di Bellinzago) tra le fazioni dei nobili novaresi, sanguigni (Brusati-guelfi) contro rotondi (Tornielli-ghibellini).

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PIEVE DI SAN GIULIO menzionata già nell'anno 1013 e ricordata da papa Innocenzo II nella bolla pontificia del 1133. La chiesa plebana, che sorgeva nell'antica Dulzago (vedi castello medioevale) , dalla tradizione è considerata una delle cento chiese edificate dai santi Giulio e Giuliano nel secolo V.  Cessò di funzionare dopo che nel secolo XII sorse il convento. La pieve aveva il BATTISTERO OTTAGONALE dedicato a San Giovanni, già cadente nel secolo XVI. Forse Pieve e Battistero si trovavano ai piedi del Motto di Dulzago (a sinistra della strada per Cavagliano)

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MONASTERO DEI CANONICI REGOLARI AGOSTINIANI fondato nel secolo XII 

La prima notizia è di papa Innocenzo II nel 1133 Voluto dal vescovo di Novara Litifredo, fondatore anche del convento dei Benedettini Vallombrosiani della Bicocca di Novara e riformatore dei canonici del duomo di Novara.

A metà del 1200 nel convento risiedono 13 religiosi - 5 canonici - 8 conversi con il preposto Fra Berno (Bernardo).

Sono del convento enormi possedimenti di terre lavorate dai religiosi la cui giurisdizione tocca anche le chiese di Palladina al Torrion Quartara di Novara e di Besozzo in Lombardia.

I religiosi nel frattempo divenuti Canonici Lateranensi abbandonano Dulzago per ragioni di organizzazione interna verso la metà del 1500. Il convento passa in Commenda ad Ecclesiastici Abati Commendatari, che esercitano il ministero religioso per mezzo di un Vicario Ecclesiastico.

L'Abbazia fu soppressa da Napoleone agli inizi del secolo XIX 

I beni confiscati passano in proprietà privata: dapprima di un cittadino francese e quindi per acquisto a possidenti italiani (vedi conte Borromeo  e poi Immobiliare Conturbia)

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L'EDIFICIO DEL CONVENTO è sconvolto da numerosi restauri

A destra della Chiesa la CASA ABBAZIALE: in facciata segni di finestre gotiche in mattone, qua e là dipinti di stemmi gentilizi degli abati. Dietro la sala del capitolo  e il refettorio con decorazioni, qua e là muraglie di ciottoli a spina di pesce e due ordini di pilastri in elementi laterizi con capitelli di sasso che rivelano antichi porticati.

Agli accessi grandiosi PORTALI AD ARCO si chiudevano fino agli anni '30 del 1900.

CHIESA DI SAN GIULIO edificata in stile romanico con il convento circa il 1133, fu consacrata dal vescovo Litifredo. Gravemente alterata da restauri gotici e barocchi rivela però un monumento architettonico romanico di grande portata e stilisticamente evoluto secondo la caratteristica dell'architettura della regione riscontrabile anche nell'antica cattedrale di Novara.

Il tempio originario è di unitaria struttura basilicale a tre navi. Le due laterali con volte a botte, la centrale con volta a crociera costolata.

L'abside del presbiterio a triplice emiciclo è ornata da agili lesene che si saldano alla cornice ad archetti, dando rilievo alle tre absidi semicircolari. Ad esse  nel secolo XIII si è sovrapposto l'alto presbiterio gotico su cui poggiava il piccolo campanile rettangolare demolito.

Tra la nave centrale e le navatelle laterali pilastri a fascio alternati a colonne, eseguiti con laterizi striati e decorati a capitelli cubici schiacciati, senza abaco, di laterizio o di pietra, colonne simili, si è detto, appaiono nel convento.

La decorazione originale era ad archetti pensili in cornice continua ed a coppie (vedere l'abside anche dall'esterno)

Nel secolo XVII la Chiesa subì grave trasformazione Barocca nell'interno e nella facciata e con l'apertura delle due cappelle laterali

Qualora un intervento radicale di restauro togliesse gli Stucchi Barocchi l'interno del monumento riapparirebbe in parte nello splendore originario

Oltre gli affreschi del secolo XV sulla parete a destra, entrando, altri affreschi sulle pareti dietro ed a fianco dell'Altare Maggiore.

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CHIESA DI SANTA MARIA DI LINDUNO (a circa 7 Km dalla Badia) grandioso ciclo di affreschi dell'anno 1468 del pittore Luca De Campo.

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BIBLIOGRAFIA: Archivio di stato di Milano - Archivio Capitolare di Novara - Archivio Storico Diocesano di Novara

BESCAPE': 1512

PENNOTTO: Sacri Ordinis Canonicorum Historia   tripartita 1624

VERZONE: L'architettura romanica nel novarese. B.S.P.N. 1935